venerdì 7 febbraio 2014

A proposito di Davis...e dei Coen!

Inside Llewyn Davis
(USA, 2013)
Regia: Joel & Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel & Ethan Coen
Cast: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, Adam Driver
Genere: Drammatico



Il caso, la sfortuna, il fato. Sono temi che ricorrono sempre nella filmografia di Joel e Ethan Coen fin dal bellissimo esordio con Blood Simple per arrivare ad A Serious Man, una delle perle più sottovalutate della loro intera carriera, e capolavoro assoluto per chi scrive.
In tutto questo nichilismo senza fondo, senza spiegazione, surreale, grottesco, comico, i Coen sguazzano come fossero a casa, ma il loro filosofeggiare (a volte scherzoso, altre più serio) è sempre circondato da un rigore stilistico che pochi altri cineasti riescono a mantenere nel corso di una carriera. Che l'Oscar e la consacrazione definitiva sia arrivata solamente con No Counrty for Old Men (se escludiamo il premio per lo script di Fargo) è una magra consolazione, ma la prova che il duo registico di St. Louis Park oltre che essere un grande, enorme talento artistico, lo è anche a livello imprenditoriale. Coraggiosi, prima di tutto, perché capaci di alternare lavori faticosi e laboriosi come True Grit e, appunto, No Counrty for Old Men, a pellicole più personali e "minori" in cui però emerge in maniera esplosiva la loro filosofia di vita, condita da quel black humour diventato il loro marchio di fabbrica.
Non ne è esente nemmeno Inside Llewyn Davis, vincitore del Gran Prix della giuria all'ultimo festival di Cannes e lodato universalmente come uno dei migliori film della passata stagione cinematografica. Ebbene si, il film ispirato alla vita di Dave Van Ronk, scala incredibilmente la classifica e raggiunge le loro vette migliori; impossibile non ripensare alla filosofia di A Serious Man, al bianco e nero di The Man Who Wasn't There, o all'odissea dei tre protagonisti di Oh Brother, Where Art Thou?
Molti lo hanno definito un Coen minore, e parecchi altri continueranno ad affermarlo, ma il cuore di questi due cineasti sta proprio in questi piccoli prodotti (il budget è di appena 11 milioni di dollari), film in cui sanno già che il pubblico non si rispecchierà totalmente, a parte forse i seguaci più fieri.
Il racconto si svolge nel 1961 in quel Greenwich Village palcoscenico della scena folk americana, dove il talentuoso ma arrogante Llewyn Davis tenta disperatamente di imporsi come solista, dopo la prematura scomparsa del partner di un tempo (suicidatosi buttandosi giù dal George Washington Bridge, il ché sarà al centro di una buffa battuta scandita dal personaggio di John Goodman). Così seguiamo Llewyn, inseguito dal gatto Ulisse, per le strade e le superstrade dell'America, lottando con tutte le forze per rimanere integro e fedele alle sue convinzioni e non lasciarsi corrompere da un sistema che sta lentamente catapultando la folk music verso il commerciale. Prima che un certo ragazzino di Duluth arrivi a fare piazza pulita...
Così, come una lunga odissea senza fine e con un enigmatico eterno ritorno, il protagonista si chiede e ci chiede se ce la farà mai a sfondare in un mondo dove le regole stabilite sono già contro di te. I Coen, al solito, si (e ci) interrogano pur sapendo di non avere le risposte; in una visione del mondo in cui avere le risposte risulta impossibile ci basta un loro film, magistralmente diretto come quest'ultimo (ma come sempre), poeticamente fotografato da Bruno Delbonnel, musicalmente impeccabile grazie agli splendidi brani assemblati e cantati, tra gli altri, da un Oscar Isaac perfetto nella parte di un antieroe, a tratti antipatico ma profondamente vero, reale, tangibile. Il cast di caratteristi è dosato con intelligenza e tutti sono all'altezza del compito.
Inside Llewyn Davis è quindi il canto dolce e sofferto di una vita senza scampo. Affascinante, poetico, crepuscolare. Bellissimo.
VOTO : 9/10


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